
Totò e le auto. Il Principe della Risata, di cui il 15 aprile ricorre l’anniversario della morte (1967), era un vero intenditore di auto.
La prima vettura di cui si ha notizia fosse appartenuta a Totò fu una Balilla usata (1933) con cui portava a spasso per Roma la moglie Diana e la figlia Liliana di poco più di un mese.
Ha posseduto anche un’Alfa Romeo 6c 2500 acquistata a Bari nel 1950, auto che definì la fine della produzione artigianale Alfa a cavallo della Seconda Guerra Mondiale e del Dopoguerra. Una delle ultime vetture italiane con guida a destra.
Ad Antonio De Curtis piacevano molto anche le macchine americane. Fu proprietario di una Cadillac Sedan de Ville del 1959, la prima serie della grossa berlina statunitense rimasta in produzione – previa numerosi restyling – fino al 2005. L’auto poteva vantare un motore da 325 cavalli, necessario per spostare un’imponente massa di circa due tonnellate. Il tettuccio hard top era tipico del modello. Targata NA 213338, la versione posseduta da Totò, utilizzata in numerosi film, tra cui “Uccellacci e Uccellini” del 1966, diretto da Pier Paolo Pasolini – 5.500 di cilindrata, riconoscibile per le ampie “pinne” posteriori – era di un elegante nero. Volle aggiungervi un tocco di colore e di stile con un rivestimento esterno della carrozzeria in velluto finissimo bicolore giallo e verde.
Negli ultimi anni, per l’aggravarsi di una malattia genetica agli occhi, Totò smise di guidare ricorrendo ad autista e taxi.