
Mangiare in auto, una tradizione americana che piace agli Italiani.
La formula dei drive-in del cibo era molto amata in America dove si diffuse oltre cento anni fa. Dalle cameriere sui pattini ad oggi, epopea del McDrive italiano ecco la storia di due piaceri che si uniscono.
Dallas, 1921. Contesto industriale ed artistico al contempo. Industrie del cotone e petrolio da un lato, il Majestic Theater dall’altro. All’angolo fra la Chalk Hill Road e la Fort Worth Pike Road arriva Pig Stand, un ristorante barbecue fondato da Jessie G. Kirby (un businessman) e Reuben Jackson (un fisico!).
Non aveva tavoli. Non serviva scendere dalla propria auto. I clienti potevano ordinare, mangiare comodamente seduti nella macchina ed andarsene. Giovani ragazzi in papillon prendevano le ordinazioni da consegnare poco dopo.
Un successo immediato. In breve tempo a servire subentrarono giovani ragazze dalle fattezze attraenti che si divincolavano fra le auto in attesa su pattini a rotelle.
Arrivano poi i primi accordi di franchising per i ristoranti, consentendo così l’espansione in diversi stati americani e diventando gli antesignani delle catene di ristoranti. All’inizio degli anni Quaranta veniva introdotto il sevizio 24 ore su 24.
Da questa felice intuizione che ha rivoluzionato il consumo, le declinazioni del drive in come formula di fruizione di un servizio si sono moltiplicate negli anni, entrando nell’immaginario collettivo.
Torna alla mente di tutti il vassoio che si incastra allo sportello nel film “Indovina chi viene a cena?”, quando la coppia di genitori liberali, interpretata da Spencer Tracy e Katherine Hepburn, per sbollire gli animi si ferma a mangiare una sontuosa coppa di gelato.
Momenti di conforto e piacere, in cui la comodità e l’intimità della propria vettura avvolgono. Momenti di convivialità vissuti fuori casa, ma in un guscio di protezione, dove il servizio essenziale è il piacere della fruizione e la golosità della proposta come nel caso di McDonald’s (il primo McDrive italiano fu inaugurato a Roma in via della Magliana nel 1996).
Un sistema che unisce il trasporto alla consumazione in un connubio di divertimento ed occasione alternativa al tavolo; uno spazio intermedio fra pubblico e privato, l’atmosfera non è casalinga e lo spirito di movimento che accompagna la macchina fa sentire lontani dalla consuetudine, portando una ventata di allegria.
Si mangia e beve serenamente. Ci pensa il porta bibite ad impedire ai bicchieri di rovesciarsi.