
La storia di Iso Isetta che salvò la BMW. Nel 1954 la BMW, serrata dai debiti, era in cerca del rilancio. Al Salone dell’Auto di Ginevra presentò la 502, ponendosi in concorrenza con la connazionale Mercedes Typ 300. La vettura fu accolta tiepidamente e le vendite non decollarono mai.
Quando tutto sembrava compresso ecco per la casa dell’elica la soluzione made in Italy. L’imprenditore Renzo Rivolta, titolare della “Iso Automobili S.p.a.”, presentò, allo stesso Salone, la sua piccola vettura, che fu notata da un importatore svizzero della BMW. Un’auto comoda ed utilitaria che permetteva a tutti di diventare automobilisti. Una vettura caratterizzata da un corpo a uovo con l’aperura sul davanti, con un grande portellone dalla base al tetto, vetri molto grandi, un piccolo portabagagli. Altre caratteristiche: motore, chiamato Iso 200, di 198cc di cilindrata e 8,5 cv di potenza raffreddato ad aria (assicurava una velocità di circa 75 km/h), cambio a 4 marce senza retromarcia, trazione posteriore, tetto di tela apribile.
Pochi mesi dopo la svolta. Il responsabile della sezione collaudi di BMW si incontrò al Salone di Torino con Rivolta e chiusero un accordo preliminare per la concessione del brevetto. Preludio all’accordo definitivo di Milano grazie al quale la BMW poté iniziare a produrre la Isetta.
Denominata BMW 250, fu lanciata nel marzo del 1955. Rispetto al modello italiano, la versione tedesca aveva i finestrini laterali abbassabili ed un impianto di riscaldamento che la rendeva più confortevole, inoltre era spinta da un propulsore di 250cc (da cui il nome) che erogava una potenza di 12,5 cv.
L’auto convinse subito la stampa e gli automobilisti, colpiti dai bassi consumi (33 km circa con un litro di benzina), il buon livello di comfort, il design assolutamente innovativo, il prezzo abbordabile. La BMW 250 fu un vero e proprio successo. Grazie ai guadagni provenienti dalle vendite di questa piccola utilitaria la casa tedesca trovò la liquidità per riprendere la ricerca e lo sviluppo di nuovi modelli di auto da lanciare sul mercato. Senza la Isetta forse la BMW oggi non sarebbe il leader mondiale nella produzione di auto di lusso che tutti conosciamo e che parte della sua fortuna la deve alla più piccola delle auto che ha mai prodotto, nel dopoguerra, nata da innovative idee made in Italy.