
Una piccola auto tedesca, la Goggomobil, ispirata alla Vespa italiana.
Dopo la seconda guerra mondiale, Andreas Glas, titolare dell’omonimo marchio tedesco specializzato nella costruzione di macchinari agricoli dal 1883, durante un suo viaggio in Italia rimase colpito dalla Vespa e dette il via al progetto di uno scooter analogo per la mobilità tedesca post bellica. Nel 1951 uscì il due ruote Goggo.
Nel 1954, al Salone di Francoforte, fu lanciata la Goggomobil, super utilitaria lunga appena 2,9 metri, con carrozzeria a tre volumi e due porte. Lo schema meccanico era tutto concentrato nella parte posteriore della piccola vettura che garantiva quattro posti.
Dato il buon successo di vendite, Glas, nel 1957, introdusse una Goggomobil con carrozzeria Coupè, la TS, ed una versione commerciale, disponibile con cassone aperto o chiuso. L’azienda iniziò a produrre vetture sempre più lussuose, diametralmente opposte al concetto di semplice mobilità offerto fino ad allora per venire incontro al crescente benessere che si iniziava a registrare nella Germania di inizio anni Sessanta.
Purtroppo gli ingenti investimenti per offrire prodotti di categoria superiore non furono ripagati altrettanto dalle vendite, portando la casa di Pilsting in crisi. Nel 1969 venne assorbita dalla BMW, cessando di esistere come marchio e, con lei uscirono di scena anche i modelli Goggomobil, chiudendo definitivamente un’epoca e, lasciando alla storia un modello, che sicuramente è da annoverare tra i protagonisti della grande motorizzazione di massa nel dopoguerra.