De Mita e la Fiat

31 Maggio 2022

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6 marzo 1989. L’allora Presidente del Consiglio dei Ministri Ciriaco De Mita, scomparso nei giorni scorsi, si recò in visita allo stabilimento Fiat di Piedimonte San Germano (Fr). Con lui l’avvocato Giovanni Agnelli, che mise piede per la prima volta in quella sede nonostante sfornasse auto (Fiat 126 prima, Ritmo durante e Tipo dopo) già dal 1972, il fidatissimo Cesare Romiti ed il sottosegretario di Stato Angelo Picano.

De Mita e la Fiat. Un legame duraturo.

Anni lontani. Nelle automobili la centralina è ancora una e non le oltre 200 di oggi.
Le catene di montaggio producevano la macchina più tecnologica e sfortunata della storia allo stesso tempo: Fiat Tipo aveva già il transponder che riconosceva il proprietario rendendo superate le chiavi per aprire gli sportelli, il portellone in vetroresina, il tetto panoramico azionato da un pulsante.

De Mita, con la visita all’opificio di Cassino, testimoniava una sensibilità di governo, un modello di sviluppo per il Paese che investiva sulle zone del centro-sud. Erano periodi di progettualità, finanziamenti, idee. La politica credeva nell’imprenditorialità, quella sana.
De Mita si impegnò notevolmente per la costituzione dello stabilimento Fiat, oggi Stellantis, di Pratola Serra, in provincia di Avellino, essendo nativo della vicina Nusco.

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