I 50 anni della Fiat 126

14 Maggio 2022

Fiat 126

Fiat 126 da nozze d’oro. Presentata al Salone di Torino nel 1972, proveniente dagli stabilimenti di Cassino, Termini Imerese e Desio, fu una vettura cittadina pratica da usare e da parcheggiare, poco costosa da acquistare e mantenere. Assunse un ruolo di primo piano nella motorizzazione di massa del Paese. Nel 1979 cessò la produzione in Italia e, per averla, bisognava importarla dalla Polonia, dove è stata prodotta fino al 2000 (dai mercati occidentali uscì nel 1992).

La 126 riprendeva lo schema meccanico della 500: bicilindrico posteriore raffreddato ad aria, motore 598 cc. Novità la carrozzeria, differenziata con abitacolo rinforzato per migliorare la resistenza in caso di urto, tesa e squadrata in perfetto stile anni Settanta, di pochi cm più lunga della 500, opera di Pio Manzù.

Un’auto funzionale, senza tanti fronzoli. Dotata di doppio circuito frenante, piantone dello sterzo snodato in tre tronconi, apertura del cofano controvento, interni rifiniti in maniera più accurata, cambio sincronizzato (tranne la prima) e serbatoio posto sotto i sedili posteriori.

Cinque le serie realizzate: la prima (1972/1975) accompagna alla pensione la sorella 500; della seconda (1976/1982) molto impattante fu la “Personal” dotata di avvolgenti paraurti in plastica che le conferivano un aspetto più importante (disponibile come optional anche un gradevole tetto apribile in tela). Terza e quarta serie si connotarono per la dicitura “Fiat 126 made by FSM” per identificare il luogo di origine (Fabryka Samochodów Małolitrażowych in Polonia). La quinta ed ultima serie (1987/1992) fu denominata “Bis”: bicilindrico raffreddato ad acqua, portellone posteriore e piccolo bagagliaio utile per le signore, ben 116 km/h di velocità.

 

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