
Nel 1972 furono prodotti i primi 500 esemplari della Porsche 911 Carrera RS 2.7, disponibili nella sola versione coupé. Il suo destino glorioso fu segnato fin da subito, a cominciare dal nome. La RS 2.7 fu la prima 911 a essere battezzata Carrera, un chiaro riferimento alla storica Carrera Panamericana, una gara durissima che si disputava in Messico agli inizi degli Anni Cinquanta, dove la Porsche raccolse molti successi.
Furono prodotti (e tutti venduti) per ottenere l’omologazione nella categoria GT e vennero catalogati come versione Sport per via della leggerezza. Cofani e portiere in alluminio, serbatoio della benzina e paraurti di plastica, sedili sportivi della Recaro, ovviamente due posti secchi per un peso di soli 900 kg. A decretarne ulteriormente il successo fu anche il caratteristico alettone posteriore noto come “a coda d’anatra”, realizzato in vetroresina ed integrato al cofano per ridurre la deportanza del retrotreno e tenerla saldamente attaccata all’asfalto. L’alettone, però, fu ritenuto pericoloso dalle autorità tedesche per pedoni e ciclisti.
Altre caratteristiche di questo modello erano i passaruota bombati, che ospitavano i cerchi Fuchs 6×15 davanti e 7×15 dietro. E poi le strip adesive. Bellissima la scritta “Carrera” sulla parte inferiore delle fiancate, ricavata da una striscia colorata la cui tinta era ripresa anche sui cerchi in lega.
Tante le possibilità di abbinamento: si poteva scegliere tra White Grand Prix, Tangerine (arancione), Bahia Red, Signal Yellow, Light Yellow, Light Ivory, Aubergine (un melanzana scuro), Gulf Blue, Viper Green e, successivamente, anche Black. Per tutti i gusti.
Nel 1973 la produzione della Carrera R.S 2.7 proseguì aggiungendo alla gamma una versione stradale, la RS Touring, cui seguì la RSR, dotata di un motore di 2,8 litri da 330 CV.