Sado, made in Portogallo

28 Agosto 2021

sado portogallo

La storia a quattro ruote del Portogallo ha un nome: Sado. Una piccola vettura da città (2 mt e 36,5 cm) sviluppata dalla società Entreposto usando materiale nazionale a partire dal 1975, nome in codice “Progetto Ximba”.

Il Sado made in Portogallo montava un motore generoso, il bicilindrico quattro tempi 547 CC Daihatsu da 28 Cv, che garantiva ottime prestazioni al veicolo, notevole elasticità rendendolo maneggevole e scattante ed in grado di competere ad armi pari con auto di maggiore dimensione e potenza. La carrozzeria era in poliestere rinforzato con fibra di vetro e forniva sufficiente robustezza e rigidità; ruote da otto pollici, simili a quelle montate sugli scooter. La sua velocità massima era di 110 Km/h pur avendo solo freni a tamburo e faceva spendere poco (consumava tra 4 e 4,9 l/100 km).

Il Sado è stato sviluppato per la circolazione urbana e suburbana, per coloro che dovevano fare vita in città o spostarsi in qualsiasi centro. Un’auto di questo tipo era pratica ovunque sistemata, con una destrezza per liberarsi dalle più svariate situazioni, una versatilità di guida che gli permetteva di affrontare con naturalezza, ad esempio, una città come Lisbona, quella dei sette colli, delle rampe dove molte macchine di tutt’altra potenza “chiedevano” all’autista particolare attenzione al cambio.

La produzione iniziò nel 1982 e durò un paio d’anni, durante i quali vennero realizzate circa 500 unità della piccola micro vettura, con capacità per due persone e spazio per poco più di una valigia. Durante il periodo produttivo la Sado subì delle evoluzioni, tra le più rilevanti l’adozione del climatizzatore e l’aggiunta di due finestrini laterali posteriori. Sfortunatamente, a causa di molteplici fattori economici, la sua produzione non ebbe seguito e, ad oggi, è estremamente raro trovarne uno in condizioni originali.

 

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