Méhari: la rivoluzione Citroën

27 Agosto 2022

Citroën Méhari

In pieno 1968 arriva una vettura insolita dalla carrozzeria interamente in plastica. Leggera, veloce, agile, ma robusta. Va ovunque. Molteplici sono i suoi usi: semplice trasporto di persone, ma anche di merci e attrezzi e, soprattutto, il divertimento. Ecco la Citroën Dyane 6 Méhari.

Un’idea del marchese Roland de la Poype, classe 1920 ed una vita avventurosa, che propose alla Casa del Double Chevron una carrozzeria di plastica per una macchinina dai vari usi. Il designer Jean-Louis Barrault aveva come unico vincolo le misure della piattaforma Ak, quella del piccolo veicolo commerciale Citroën.

Dal progetto uscì la vettura base che era una cabriolet a due porte e due posti, sulla cui parte posteriore era possibile ricavare una “buca” per le gambe dei passeggeri da sistemarsi su un sedile pieghevole. Quando non veniva utilizzato formava un piano di carico unico dal paraurti posteriore sino agli schienali dei sedili anteriori. Il parabrezza (abbattibile) conteneva gli ancoraggi per due ferri che si univano ad un arco (smontabile) che sormontava i sedili di conducente e passeggero anteriore. Su questa struttura si poteva montare un tettuccio in tela che creava un abitacolo per i passeggeri anteriori.

Estendendo il telaio, si coprivano anche i passeggeri posteriori ed il bagagliaio, ottenendo così una berlina a quattro posti. Nel mezzo, infinite combinazioni con porte in tela o rigide, pannellature laterali in tela o anche carrozzerie in plastica rigida modulabili.

La Méhari è stata prodotta in quasi 150.000 unità dal 1968 al 1987, comprese le 4×4 che hanno servito l’esercito francese, anche in versione “paracadutabile” e svolto il ruolo di “ambulanze veloci” alla Parigi-Dakar del 1980.

 

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