
25 anni dalla morte di Lady Diana. 31 agosto 1997. La principessa di Galles, ex moglie dell’erede al trono del Regno Unito Carlo, morì in un incidente stradale a 36 anni a Parigi. La Mercedes Classe S Berlina nera in cui viaggiava la donna, intorno alle 00.30, si schiantò all’interno di una galleria del tunnel sotto il Pont de l’Alma. Assieme a lei c’erano il suo nuovo compagno, Dodi Al-Fayed, l’autista Henri Paul ed il bodyguard Trevor Rees-Jones. Al-Fayed e Paul morirono sul colpo. Lady Diana e Rees-Jones vennero, invece, trasportati in ospedale. Lì, la donna e’ deceduta per le ferite riportate.
La tragica morte di Lady Diana, la principessa triste, ebbe forte risonanza in tutto il mondo. Tante le teorie complottiste sugli eventi di quella notte tutte concordi sul fatto che qualcuno volesse uccidere la principessa. C’è chi sostenne che l’incidente fu per colpa di una Fiat uno bianca, mai trovata. C’era solo una piccola traccia, un baffo di vernice. Quello che è emerso è che la macchina stava viaggiando ad elevata velocità, verosimilmente anche per sbarazzarsi dei paparazzi. Inoltre, gli esami tossicologici hanno rivelato che l’autista stava guidando sotto l’effetto di alcool ed antidepressivi.
Tante tesi, un’unica certezza. Lady D non indossava la cintura. Un “errore” che ha influito sulle probabilità di salvezza, ma i membri della Royal family sono soliti non allacciarle perché in caso di pericolo devono muoversi in fretta ed essere liberi di uscire dall’abitacolo nel miglior tempo possibile. A quanto pare, Diana non aveva cambiato questa abitudine. L’unico che le portava quella notte, il bodyguard, si salvò.
Anche gli errori e le casualità hanno arricchito il mistero della morte della principessa. Nel Tunnel dell’Alma ci sono 14 telecamere di sorveglianza. L’incidente è avvenuto in un punto cieco del percorso e non esistono immagini dello schianto. E poi l’auto su cui Diana e Dodi viaggiavano era già stata coinvolta in un terribile incidente a 160 Km/h. A causarlo era stato un carcerato che nel 1995 l’aveva rubata ad un manager francese. La Mercedes portava ancora i segni (non visibili) dell’urto, ma finì lo stesso tra i mezzi di trasporto usati dall’hotel dove alloggiava Diana. Al Ritz nessuno voleva guidarla.