
4 ottobre 1970, se ne andava Janis Joplin dalla Porsche colorata
Era l’alba quando Janis Joplin fu trovata stroncata da un’overdose a Los Angeles. Parcheggiata davanti all’albergo, c’era una Porsche. Una 356 C 1600 cabrio del 1964, comprata nel 1968 e fatta dipingere nelle forme e nei colori della cultura hippy psichedelica, sulla scia di quanto, l’anno precedente, Ringo Starr aveva suggerito di fare a John Lennon con la sua Rolls Royce Phantom V.
Ci aveva pensato Dave Richards, un artista che era anche un suo roadie all’epoca, a rappresentare la storia dell’universo in una sorta di “murales” su ruote. Nella creazione artistica furono messe anche farfalle, meduse, oltre a Janis Joplin insieme ai componenti della sua band.
Il risultato del lavoro di personalizzazione rese la Porsche della celebre musicista una delle prime vere auto artistiche della storia, nonché uno dei più popolari e famosi modelli della Casa di Stoccarda di tutti i tempi. Dopo la prematura morte della Joplin, la vettura è stata per decenni tra le attrazioni del Rock and Roll Hall of Fame Museum di Cleveland, fin quando i fratelli di Janis, Michael e Laura, hanno deciso di privarsene vendendola all’asta.
Si sono spinte fino a 1,8 milioni di dollari (circa 1,6 milioni di euro) le offerte all’asta “Drive by Disruption” di Sotheby’s a New York per accaparrarsi l’esclusivissima Porsche.