Vacanze italiane negli anni Sessanta, tutti in auto

09 Agosto 2022

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Vacanze negli anni Sessanta in auto. Negli anni del cosiddetto “miracolo economico” per gli Italiani diventano simbolo di conquista sociale e soprattutto un’occasione per ridurre le differenze sociali. La famiglia tipo di quegli anni parte tutta insieme per le vacanze, un po’ perché la patente allora non si prendeva prima dei vent’anni, ma soprattutto perché di auto in una famiglia di medio reddito in genere ce ne era solo una (acquistata rigorosamente a rate). Cariche fino al tetto di valigie legate con gli appositi elastici e coperte con un telo di nailon in caso di pioggia, la nuova Seicento o Millecento Fiat si immettevano fiduciose per una delle tante nuovissime autostrade della penisola.

In quegli anni non vi erano le partenze “intelligenti”: la massa dei vacanzieri si muoveva quasi tutta il giorno successivo alla chiusura delle grandi fabbriche del nord e, all’ingresso del primo casello, era già coda di svariati chilometri. Si accettava di buon grado il traffico come scotto da pagare per andare in ferie, ci si sentiva comunque parte di un esercito di privilegiati.

La coda in autostrada costituiva una sorta di “livella” sociale, che accomuna tutti i “cumenda” con la Maserati e gli operai calabresi che ritornavano con la famigliola al paese natio. Tutti ad aspettare e pazientare, sbirciando nella macchina del vicino di coda.

Queste “immagini” ricordano l’opera di Carlo Goldoni “Le smanie per la villeggiatura”. Potrebbe essere un’occasione per rileggerla sotto l’ombrellone o prima di arrivarci, in coda nelle autostrade di oggi se proviamo a staccarci dal telefonino…

 

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