
Tina Turner ci ha salutato. Questo ci rattrista, davvero tanto. Quale miglior modo per ricordarla che una carrellata delle vetture che ha avuto?
Anna Mae Bullock, questo era il suo vero nome, è sempre stata appassionata di auto. Nel 1973 decise di acquistarne una completamente sua, non come la XJ6 bianca regalo del collega Sammy Davis Jr come ringraziamento per aver partecipato ad un suo spettacolo a Las Vegas. Optò per una Jaguar E spider terza serie, dotata non più del 6 cilindri in linea, ma di un V12, che le procurò, come lei stessa dichiarò, “un grande senso di libertà. L’ho portata a casa guidandola al30 tramonto, una sensazione che non ho mai dimenticato”. La Jaguar di Tina aveva un hard top personalizzato, con due oblò laterali simili a quelli della Ford Thunderbird del 1956 ed era verniciata color grigio metallizzato. Tocco di classe, la targa personalizzata “1 Tina”.
Non è stata l’unica auto guidata ed apprezzata da una delle più grandi protagoniste della storia della musica, perché, nel 1985, la Turner si fece importare dalla Germania una Mercedes-Benz 280 GE passo corto di colore nero che poi rivendette nel 1989.
Molto amata fu una Lamborghini LM002 nera, uno dei veicoli più estremi mai concepiti da mente umana, più a suo agio nei deserti del Medio Oriente che a Beverly Hills. La cantante non sapeva guidare un’auto dotata di cambio manuale: ecco, così, che il possente motore “made in Sant’Agata” aveva fatto posto ad un V8 Mercedes con relativo cambio automatico. Anche l’impianto stereo venne modificato, con ben 1500 watt a disposizione per trasformare l’abitacolo nel palco di un concerto.
Ma ammettiamolo: il veicolo più assurdo guidato da Tina Turner non può che essere quello di Aunty Entity nel film “Mad Max oltre la sfera del tuono”.