
Nel 1961, con la produzione della nuova berlina della classe media denominata 1300-1500, la Fiat entrava nella modernità. Una berlina media utilizzata dalla borghesia anche per le gite fuori porta. La carrozzeria, disegnata dallo stilista Mario Felice Boano, si ispirava chiaramente a quella della Chevrolet Corvair di fine anni Cinquanta.
Offerta in due versioni simili, fu prodotta in 600mila esemplari nell’arco di sei anni. Trattandosi di un’auto dalla meccanica robusta e semplice, molte continuarono a circolare a lungo, almeno fino a quando la ruggine non prese il sopravvento, costringendo alla demolizione. Le sue eredi furono la 124 e la 125.
Per quel che riguarda la meccanica, la Fiat 1300-1500, in codice tipo 116, era figlia dello staff di Dante Giacosa, già papà di Topolino, 500, 600 e molti altri modelli. La Fiat mise in campo tutta la sua potenza per non sbagliare nemmeno una vite e così, prima dell’avvio della produzione, si susseguirono svariati collaudi nelle condizioni climatiche più disparate, in Europa ed Africa. Il motore prevedeva la riduzione da sei a quattro cilindri.
Tra gli altri dettagli tecnici, albero a gomiti a tre supporti, albero a camme laterale mosso da catena, valvole in testa inclinate a V, carburatore invertito doppio corpo, sospensioni anteriori indipendenti e posteriori a ponte rigido, freni a disco all’avantreno, trazione posteriore. Se la 1300 aveva una cilindrata di 1295 cm³ con 65 CV Cuna, sulla 1500 saliva a 1481 cm³ con 72 CV Cuna. Molto vicine le prestazioni: 142,574 km/h la prima, 148,588 la seconda.
Gemelle poco diverse, dalla linea moderna e compatta, caratterizzata dal padiglione spiovente sul lunotto e da un profilo lucido che percorreva tutte le fiancate. Davanti i fari erano doppi e dietro le luci ovali, sotto le quali erano collocati a destra il faretto di retromarcia ed a sinistra il tappo di rifornimento del carburante. Uniche differenze tra le due vetture le scritte di identificazione e l’intelaiatura dei finestrini laterali, cromata su quest’ultima. L’interno si presentava luminoso ed ampio, con sedili anteriori separati e cruscotto con indicatore della velocità a cursore. Cambio a quattro marce al volante, che era di grande diametro con all’interno la corona per il clacson.