Quando le Fiat di Agnelli si mostravano ai Presidenti

06 Settembre 2022

agnelli fiat

Giovanni Agnelli, patron di casa Fiat, aveva un legame diretto con le alte cariche dello Stato ed era prassi che si recasse da loro a mostrare in anteprima le nuove vetture che uscivano dal Lingotto. In verità accade anche oggi. Nel 2019 Lapo Elkann ha presentato al Capo dello Stato la Ferrari “Roma”, nuova coupé della Casa di Maranello.

Al Quirinale ed a Palazzo Chigi i titolari di casa Fiat non andavano solo a presentare le macchine. Tra le due corti, quella repubblicana e quella automobilistica, c’erano contatti stretti: gli Agnelli erano anche una riserva della repubblica in servizio permanente effettivo, con prestiti e scambi. Susanna, che rispondeva agli Italiani nella rubrica delle lettere su Oggi, di tanto in tanto faceva il sottosegretario o il ministro degli Esteri quando la situazione lo richiedeva. E Fidel Castro, talvolta, poteva essere avvistato uscire dal Quirinale ed entrare nel palazzo di fronte, la celebre casa Agnelli (che sovrastava il Colle in altezza).

L’Avvocato e, in generale, la famiglia erano una specie di ultima spiaggia democratica: all’ennesima crisi, quando la situazione si faceva seria, lui telefonava ai suoi amici all’estero e rassicurava. Oppure metteva un suo uomo – come Renato Ruggiero, super diplomatico di fiducia “prestato” agli Esteri nel secondo governo Berlusconi. La Fiat aveva una propria diplomazia parallela: i concessionari erano come delle ambasciate, come si lesse in “Vestivamo alla marinara”, il romanzo scritto da Susanna che raccontava di Gianni ferito alla fine della guerra, soccorso e salvato proprio grazie ad un concessionario.

 

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