A garantire il successo commerciale della francese 106 ci furono dimensioni compatte, look sbarazzino e carattere da “grande”. Una grintosa trentenne tutt’ora circondata da tanti ammiratori.
Progettata per essere polivalente, agile ed adatta a differenti circostanze, il tutto coniugato ad un’impostazione meccanica convenzionale: motore trasversale e trazione anteriore.
Il debutto in società nel 1991 sancì un’evoluzione nell’era costruttiva della Peugeot: è la prima vettura della generazione 06. La sua presenza nei listini andava a rafforzare le offerte nel segmento delle piccole city-car.
Inizialmente prodotta nella sola versione a tre porte, nel 1992 venne affiancata dalla variante a cinque. Per quel che riguarda l’impostazione meccanica, la Casa transalpina punta prevalentemente sui motori a benzina della serie “TU”. Come trasmissione, invece, la scelta ricade sui cambi (a quattro e cinque marce) della famiglia MA. L’impianto frenante è di tipo tradizionale, con dischi davanti e tamburi dietro. L’avantreno classico, con montante MacPherson, il retrotreno degno di nota: bracci longitudinali uniti da una traversa tubolare, ai cui vertici ci sono gli ammortizzatori, sistemati obliquamente per ridurne l’altezza.
Accanto ai modelli convenzionali di serie si susseguirono anche delle declinazioni sportive, come la 106 Rallye, la 106 XSI. Al vertice ci furono la 106 GTI e la 106 Rallye 16v, con una dotazione più spartana e votata alla massima leggerezza. Un mezzo dalla pregevole carriera sportiva in tanti rally internazionali, compresa l’Italia una delle nazioni più ricettive a livello europeo. Ancora: nel 1997 è il momento della 106 Maxi, una vettura ispirata alla 306 Maxi, che tanto aveva fatto sognare in quegli anni.
Nel proprio curriculum la 106 vanta 20 serie speciali. Le più emblematiche sono le carismatiche “Roland Garros” e “Zénith” ideate nel 1993, la famosa 106 Kid (1994) con i suoi sedili in jeans e la 106 Cartoon (1996). Non meno interessanti, per la loro personalizzazione, l’elegante “Inès de la Fressange” (1997) e l’Enfant Terrible (2000). Al contempo, il brand presentò anche un modello elettrico, in un momento dove tale propulsione veniva considerata come una scelta futuristica. Complessivamente la 106 fu venduta in circa 2.800.000 unità fino alla definitiva uscita di scena nel 2003.
