Papamobile, la storia della mobilità in Vaticano

07 Giugno 2022

papamobile vaticano

Ecco la storia della Papamobile e della mobilità in Vaticano.

Il 7 giugno 1929 nasceva lo Stato della Città del Vaticano (in seguito alla firma dei Patti Lateranensi da parte di Benito Mussolini e Papa Pio XI). La nazione più piccola del mondo, un’eccezione sulla natura giuridica degli Stati.

Ma com’è cambiata la “mobilità” ecclesiastica in questi anni?

Tutte le case produttrici di automobili facevano a gara per “omaggiare” il Santo Padre della propria vettura di punta, ma, i Papi che si susseguirono non ne fecero mai un utilizzo importante, anche se anche la Sedia Gestatoria era sempre meno adoperata.

La svolta avvenne nel 1976 con Papa Paolo VI che, in occasione del Giubileo, si presentò in Piazza San Pietro con una bianchissima Toyota Land Cruiser appositamente allestita, la prima “Papamobile”, anche se ancora nessuno la chiamava con questo appellativo.

Giovani Paolo I non la utilizzò mai, mentre Giovanni Paolo II la predilesse fin da subito. Wojtyła ha continuato ad utilizzare la 4×4 Toyota dei suoi predecessori, affiancandola, nel 1980, da una Fiat Nuova Campagnola, sempre appositamente allestita e totalmente aperta per garantire un’ottima visibilità nelle occasioni tra i fedeli. Proprio a bordo di quest’ultima il 13 maggio 1981 fu vittima di un attentato in Piazza San Pietro. Dopo il nefasto accadimento il livello di sicurezza a protezione della persona del Santo Padre fu elevato e la “Papamobile” dotata di un cabina in vetro blindato applicata sul pianale posteriore.

Fu così che si aggiunse al parco veicoli della Chiesa una Land Rover Santana (109, III serie, SW), una Mercedes-Benz 230 G ed una Land Rover 110, anti-proiettili, anche se, almeno per le celebrazioni interne a San Pietro, il Papa polacco volle continuare ad utilizzare la Campagnola aperta, per avere un contatto con i fedeli che non fosse disumanizzato da un vetro.

Nel 2002 queste auto vennero sostituite e riposte all’interno del reparto carrozze dei Musei Vaticani e subentrò una Mercedes ML 430 in uso fino al 2012, che ha accompagnato anche il pontificato di Benedetto XVI.

L’avvento di Francesco ha nuovamente rimodellato l’utilizzo dell’auto in Vaticano: l’argentino infatti, noto per la sua propensione alla vicinanza agli ultimi ed ai poveri, ha espressamente bandito, se non strettamente necessario, l’uso di berline di “lusso” o fuoristrada appositamente preparati per l’alta carica della Chiesa, facendosi vedere più volte sui sedili posteriori di una semplicissima Ford Focus seconda serie di colore blu.

 

 

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