
Anni ’50 e ’60. Tanti volevano a tutti i costi viaggiare sulle spiaggine Fiat, auto senza tetto e portiere, perfette per il sole, il mare e le vacanze. Una delle più apprezzate era la Fiat 500 Jolly Ghia, dal design distintivo ed affascinante (prodotta fino al 1966). Questa cabriolet, prodotta in collaborazione tra Fiat e Ghia, era caratterizzata da una carrozzeria aperta senza tetto e senza portiere, perfetta per godersi il bel tempo. L’interno offriva spazio per quattro passeggeri su sedili in vimini, creando un’atmosfera elegante e retrò. Equipaggiata con un motore della Fiat 500 di serie, con il classico bicilindrico raffreddato ad aria ed una cilindrata di 499 cc, la Jolly Ghia offriva prestazioni adatte alla guida urbana. Realizzata sulla meccanica della Fiat Nuova 500 e, in seguito, anche su base Autobianchi Giardiniera, fu tra i primi progetti di Sergio Sartorelli, appena giunto alla direzione tecnica della Ghia.
Era piuttosto costosa (aveva un prezzo quasi doppio rispetto ad una normale “500”) e venne venduta in Europa, Stati Uniti e persino Sudafrica. Le vetture includevano protezioni ai lati e parabrezza, come copertura avevano semplicemente un tendalino di protezione per il sole (anziché una più classica capote) appoggiato su un corpo di tubature cromate, le portiere erano totalmente assenti e, solo nella versione “economica” del 1965, furono installate antiestetiche catenelle. Al momento del lancio i colori disponibili erano rosa, bianco, giallo pallido e cielo blu.
L’Avvocato Agnelli volle dotare la sua tenuta di una “spiaggina” e chiese a Pininfarina di realizzarne una partendo da un modello Fiat. La scelta cadde sulla 600 Multipla, modificata riprendendo lo stile dei motoscafi Riva: nacque così la Eden Roc, spettacolare modello con dettagli in teak presentato al Salone di Parigi del 1956. Ne vennero realizzati, ufficialmente (pare che Henry Ford II ne abbia poi commissionato un terzo), solo due esemplari, uno destinato alla famiglia Agnelli, l’altro all’amministratore delegato della Union Oil, che stava cercando una vettura da utilizzare nella sua tenuta sul lago Arrowhead, in California.
Su base Fiat 850 è invece la Michelotti Shellette, dalle forme più decise. Venne realizzata da Giovanni Michelotti in collaborazione con Philip Shell, ideatore di yacht. Si presenta con una carrozzeria affusolata, ma priva di portiere e di una copertura, dotata solo di un top in tela. Molto particolari anche gli interni, realizzati in legno e vimini, che le conferivano un carattere particolarmente estivo. Tra gli optional disponibili vi era l’impianto di riscaldamento e la radio, insoliti per una spiaggina. Il motore derivava dalla Spider di casa Fiat, quindi un 903 cc da 52 CV, con cambio a 4 marce più retromarcia, ma la velocità massima che il motore poteva garantire venne ridotta, essendo comunque un’automobile non adeguata da alte velocità. La vettura, concepita per famiglie benestanti, venne realizzata in circa 80 esemplari, uno dei quali venne acquistato da Jacqueline Kennedy Onassis. Esteticamente si discosta completamente dalla 850 Spider da cui deriva, il frontale addirittura ricorda quello di un’Alfa Romeo Giulia GT.