
Dopo l’ultimo modello realizzato con Austin (la Healey 3000, nota come “Big Healey”) nel 1967 bisognava mettere in produzione una degna erede anche perché l’importatore americano della Austin-Healey, Kjell Qvale, aveva più volte chiesto di dare continuità a questo tipo di vettura, di grande successo anche oltreoceano. Proprio Qvale divenne azionista di maggioranza della Jensen Motor, mentre Donald Healey divenne presidente.
Una volta definito il corpo vettura, vennero fatte varie prove con motori Ford, Vauxhall, Chrysler ed anche BMW, che si ritirò dopo la trattativa avviata da Qvale con Colin Chapman della Lotus per la fornitura del loro nuovo motore un 4 cilindri in linea bialbero 16 valvole 2 litri interamente in alluminio.
La nuova sportiva fu presenta ufficialmente al Salone di Ginevra del 1972 e venne accolta con grande entusiasmo. Caratterizzata da una linea classica (disegnata dallo stesso Donald Healey) e pulita (“sporcata” solo dai paraurti in gomma nera, necessari per gli Usa e montati anche sui modelli venduti in Europa), la nuova spider, denominata Jensen-Healey, aveva buone prestazioni (grazie a 144 CV del motore Lotus) ed interni essenziali e funzionali (anche se un poco spartani).
Nel 1974 la vettura subì una consistente serie di miglioramenti tecnici (tra cui l’adozione di un nuovo cambio a 5 marce Getrag e l’eliminazione dei vari difetti del motore), agli interni (rifiniti con legno e pelle) ed alla dotazione di serie (comparve, tra gli optional, l’aria condizionata). Su questa serie, denominata Mk2, i difetti d’origine erano praticamente spariti, ma la riduzione della domanda per il modello Interceptor, prodotto sempre da Jensen, e la crisi petrolifera portò, nel 1976, alla chiusura della casa ed alla scomparsa dell’iconica Healey.