
Gandhi. Il 30 gennaio 1948 muore a New Delhi, ucciso con tre colpi di pistola da un fanatico indù, il “Mahatma” (“grande anima”) Gandhi, mentre si accingeva a pregare insieme ai fedeli radunati nel giardino della Birla House. Pare che prima di esplodere i colpi, l’assassino si sia inchinato in segno di rispetto difronte alla sua vittima. Dopo aver studiato legge a Londra, si trasferì a lavorare in Sudafrica dove si occupò degli indiani immigrati. Fu proprio allora che Gandhi cominciò ad utilizzare il suo metodo di protesta basato sulla resistenza passiva e sulla non violenza.
Tornato in India adottò una nuova forma di lotta politica contro gli Inglesi colonizzatori, chiamata della “disobbedienza civile”, che consiste nel violare una norma per mettere in evidenza il suo carattere ingiusto. Noto anche con il nomignolo di Bapu che significa padre, Gandhi ha cambiato il corso della storia, lasciando un segno indelebile nella vita di molte persone con la sua vita rivoluzionaria.
L’avvocato indiano fu tra i grandi della Storia, uno dei maggiori simboli del pacifismo novecentesco. Grazie alla sua dedizione ed umiltà riuscì a mobilitare migliaia di persone. Con lui l’India ottenne nel 1947 l’indipendenza dalla Gran Bretagna.
La vita di Gandhi è stata sì costellata di lotte politiche, ma mai una goccia di sangue fu versata dal Mahatma. Per tutta la sua vita infatti promosse azioni di disobbedienza civile e di protesta non violenta come il boicottaggio, la non collaborazione, il digiuno, le marce, ecc., rifiutando qualsiasi azione che potesse fare fisicamente del male agli altri.
Lo ricordiamo con la Packard One-Twenty con cui si muoveva per alcuni impegni di rappresentanza. Una vettura di lusso del marchio americano che segnò l’ingresso della Casa nel mercato delle auto di fascia media dotate di motore 8 cilindri in linea. La One-Twenty era disponibile con molte carrozzerie: berlina due e quattro porte, Club coupé o decappottabile. Il motore forniva 110 hp (82 kW) a 3.500 giri al minuto. Fu prodotta dal 1935 al 1942.