
La sua storia iniziò nel 1959, quando Lee Iacocca fu nominato vicepresidente e direttore generale della divisione Ford. Figlio di immigranti italiani, l’ingegnere industriale maturò l’idea di produrre un’auto sportiva ed in grado di soddisfare l’emergente mercato giovanile, quello dei cosiddetti “Baby boomers”, nati dopo la Seconda Guerra Mondiale. A tale scopo, creò un gruppo di lavoro soprannominato “Fairlane Committee” dal motel in cui si tenevano le prime riunioni. Formato da personalità provenienti da diversi settori della Ford, il comitato doveva soprattutto definire se c’erano i margini di mercato e stilare le caratteristiche della nuova vettura.
I risultati di mesi di lavoro arrivarono nel 1961, quando furono definite le caratteristiche di quella che diventerà la Mustang. Auto sportiva, personalizzabile, spazio per quattro passeggeri, ampio bagagliaio, peso massimo di 2.500 libbre (1135kg) e prezzo di 2.500 dollari. Non esisteva in commercio una vettura con tutte queste caratteristiche, il boom demografico degli anni Sessanta avrebbe prodotto un numero altissimo di giovani disposti ad acquistare una vettura. Il progetto fu presentato a Henry Ford II ed approvato con poche modifiche.
Per lo stile della vettura, Iacocca ideò un concorso di progettazione tra i diversi centri stile del gruppo per ottenere idee. Tra le proposte si selezionò quella conosciuta con il nome “Cougar” e presentata da Dave Ash, Gale Halderman e Charlie Phaneuf sotto la supervisione di Joe Oros.
Alla fine del 1963, si scelse il nome Mustang e si ideò l’iconico cavallo che ancora oggi identifica un marchio sinonimo di muscle car americana.
Lanciata nella primavera del 1964, la Mustang fece letteralmente il botto: con carrozzeria Coupé oppure Convertibile, entrambe a quattro posti, ed una linea accattivante, ma non troppo aggressiva, si dimostrò un modello di gusto universale. Capace di conquistare giovani e non, con una quota importante di pubblico femminile a cui la comunicazione puntò con particolare attenzione. L’auto era fornita con una “base” a sei cilindri da 2,8 lt ed appena 105 CV, adatta ai clienti più tranquilli, ma poteva montare in alternativa motori V8 destinati ad un’escalation di potenza, cambi a 3 o 4 marce anche automatici e diversi step per l’assetto.