
Ricorre oggi l’anniversario della scomparsa del cantante de “Nel blu, dipinto di blu”. Lo vogliamo ricordare quando fu testimonial storico, nel periodo del Boom economico, dell’Api (Anonima Petroli Italiana S.p.A.), nota con il simbolo del cavallino nero. Per l’Api gli anni Sessanta era il momento del Carosello in tv. Il grande Domenico Modugno, guidando la Fiat 1500 cabriolet, cantava «Volare» e lanciava il famoso slogan «Con Api si vola».
Inoltre, nel 1961, scrisse la canzone “Milletrè” su richiesta della Fiat per promuovere l’omonimo modello che veniva lanciato sul mercato. “Ascolteremo una musica dolce, il canto del nostro motore che dice: Andate felici sul Milletré. Ci compreremo una Milletrecento per le strade del mondo verso un sogno d’amor”.
Con la produzione della nuova berlina della classe media denominata 1300-1500, la Fiat entrava nella modernità. La carrozzeria, disegnata dallo stilista Mario Felice Boano, si ispirava chiaramente a quella della Chevrolet Corvair di fine anni Cinquanta.
Offerta in due versioni simili, fu prodotta in 600mila esemplari nell’arco di sei anni. Trattandosi di un’auto dalla meccanica robusta e semplice, molte continuarono a circolare a lungo, almeno fino a quando la ruggine non prese il sopravvento, costringendo alla demolizione. Le sue eredi furono la 124 e la 125.
Per quel che riguarda la meccanica, la Fiat 1300-1500, in codice tipo 116, era figlia dello staff di Dante Giacosa, già papà di Topolino, 500, 600 e molti altri modelli. La Fiat mise in campo tutta la sua potenza per non sbagliare nemmeno una vite e così, prima dell’avvio della produzione, si susseguirono svariati collaudi nelle condizioni climatiche più disparate, in Europa ed Africa. Il motore prevedeva la riduzione da sei a quattro cilindri.
Gemelle poco diverse, dalla linea moderna e compatta, caratterizzata dal padiglione spiovente sul lunotto e da un profilo lucido che percorreva tutte le fiancate. Davanti i fari erano doppi e dietro le luci ovali, sotto le quali erano collocati a destra il faretto di retromarcia ed a sinistra il tappo di rifornimento del carburante.
Uniche differenze tra le due vetture le scritte di identificazione e l’intelaiatura dei finestrini laterali, cromata su quest’ultima. L’interno si presentava luminoso ed ampio, con sedili anteriori separati e cruscotto con indicatore della velocità a cursore. Cambio a quattro marce al volante, che era di grande diametro con all’interno la corona per il clacson.