
Era il 4 luglio del 1957. Veniva presentata al pubblico la Fiat Nuova 500, auto senza tempo.
È stata l’artefice del processo di motorizzazione di massa innescato due anni prima dalla sorella maggiore, la 600. Quanti hanno mosso al suo volante i primi passi della guida prendendo confidenza con la doppietta per scalare poiché il suo cambio non prevedeva sincronizzatori…
Il nome venne scelto per mettere in evidenza la sua naturale discendenza dalla 500 Topolino ed il suo costo, pari a 490mila lire (13 stipendi di un operaio). Quando dallo stabilimento Mirafiori esce il primo “cinquino” alla tv italiana iniziano le prime puntate di Carosello, quando va in pensione arriva il formato di registrazione video VHS. Contestualmente, fu testimone di anni cruciali sia per la trasformazione dell’Italia in moderno paese industriale sia di personaggi, eventi, movimenti e scoperte che hanno segnato quel periodo.
Veniamo alla storia. Lo sviluppo del progetto “110” (codice interno assegnato al lavoro) sulla 500 cominciò nel 1953 e venne affidato a Dante Giacosa. Queste le sue caratteristiche: motore bicilindrico posteriore di 479 cc raffreddato ad aria (il primo della Fiat), carrozzeria autoportante, quattro ruote indipendenti. Un allestimento spartano, due soli sedili ed una panchetta posteriore. Poiché riscosse poco interesse, furono adottati presto dei rimedi consistenti: migliorati alcuni dettagli della carrozzeria, aumentata la velocità a 90 (la potenza salì a 15 cavalli grazie ad alcuni interventi a distribuzione e carburatore), abbassato il prezzo a 465mila lire. Fu deciso anche, con un’azzeccatissima operazione d’immagine mai più ripetuta ad un simile livello, di rimborsare i primi acquirenti della 500 spedendo loro un assegno di 25.000 lire, la differenza tra le due versioni; non solo, venne anche offerto un aggiornamento gratuito del motore.
Da quel momento le vendite s’impennarono e restarono sostenute per tutta la vita produttiva. Si moltiplicarono le versioni, dalla Giardiniera, un compattissimo van per le consegne leggere urbane o per le scampagnate, alla Sport, con omologazione per quattro posti, dalla D, con tetto apribile, alla F, quando spariscono le portiere controvento, rese illegali dal Codice della strada, mentre carrozzeria ed interni vengono resi più moderni e completi.
Arriva il 1968, le vendite sono sempre forti ed esce la 500 L (lusso): qualità di interni ed accessori, una bellissima gamma colori che andava dal borghese blu scuro all’innovativo e rivoluzionario giallo Positano. Nel 1972 arriva l’ultima versione, la R, che sopravvivrà per altri tre anni. Il resto della storia della 500 la scrivono sia le interpretazioni sportive e da corsa firmate da preparatori come Abarth e Giannini e, ovviamente, l’attuale generazione.