
Dai voluminosi inizi negli anni Venti fino all’odierno standard digitale: la storia centenaria dell’autoradio è un susseguirsi senza sosta di innovazioni.
Il primo ad ascoltare la radio dalla sua Ford fu il diciottenne George Frost. Siamo a Chicago nel 1922. Si trattava di un aggeggio costituito da un alloggiamento per la radio ed uno per l’altoparlante, svariate batterie ed una lunga antenna a filo – tanto voluminoso da occupare l’intero sedile posteriore dell’auto.
Tuttavia l’anno «ufficiale» della produzione industriale dell’autoradio è il 1927: il modello «Transitone TH1» prodotto da Automobile Radio Corp (ARC) fu il primo nel suo genere negli USA, con due elementi per la visualizzazione e due di comando. Nel 1933 arrivò sul mercato il primo apparecchio a tubi per funzionamento a batteria e rete elettrica prodotto in Europa: «Autosuper AS 5» di Blaupunkt e Robert Bosch, supercostoso.
Nel 1948 la radio fu integrata per la prima volta nel cruscotto, poco prima dell’avvento delle onde ultra corte (OUC). Il primo dispositivo dotato di ricerca delle stazioni arrivò nel 1953, nel 1961 arrivò sul mercato la prima radio OUC realizzata interamente con transistor.
A partire dal 1968 si aggiunse il lettore di cassette. Un anno più tardi fece la sua comparsa la ricezione stereo. Il 1975 fu l’anno in cui i conducenti poterono ricevere per la prima volta via etere informazioni su code e rallentamenti grazie all’introduzione del sistema ARI (Autofahrer-Rundfunk-Information, radio informazione per automobilisti), sotto forma di decodificatori radio per il traffico.
All’inizio degli anni Ottanta arrivarono sul mercato le prime autoradio con sistema antifurto. Tale sistema permetteva di estrarre facilmente la radio e portarla con sé per proteggerla dai ladri. Chi non ricorda la canzone di Toto Cutugno “L’Italiano” che recitava… “Con l’autoradio sempre nella mano destra”.
Negli anni Novanta fu presentata una lunga serie di altre innovazioni, dal lettore CD al navigatore al lettore MP3.
Nei primi anni del Duemila cominciarono a diffondersi i primi apparecchi con lettore DVD incorporato, seguirono poi le integrazioni di e-mail, WAP, SMS e iPod. L’avvento dello smartphone ha avuto un grande influsso sullo sviluppo delle autoradio nel primo decennio del secolo fino a giungere allo standard DAB+ (Digital Audio Broadcasting): migliore qualità dell’audio, un’area di trasmissione più ampia, meno consumo energetico rispetto allo standard OUC.