
Tante le auto classiche e youngtimer variopinte in tema Carnevale.
Per il lancio della “Supercinq”, che sostituiva l’iconica R5, la Renault puntò sulla rivoluzione postmoderna per dare alla sua nuova vettura un rilevante carattere. Per il progetto furono individuate otto personalità: per il design Ettore Sottsass ed Alessandro Mendini; per l’estetica a Franco Maria Ricci e Paolo Portoghesi; per la moda a Gianfranco Ferré; per le tendenze artistiche del tempo, Mario Mertz, Michelangelo Pistoletto ed Ugo Nespolo. Sono stati coinvolti anche altri artisti, come il genio francese Roland Topor ed Emilio Vedova. Le più intonate al carnevale sono quelle di Ugo Nespolo, Ettore Sottsass e Paolo Portoghesi. Osservate con gli occhi di oggi, ritroviamo in quelle Supercinque la spontaneità e la gioia contagiosa del comunicare tutta la gamma emotiva dell’automobile.
Nel 1995 Volkswagen sorprese tutti con l’allestimento più buffo, strano e colorato della storia dell’auto tedesca. Con la sua carrozzeria multicolore per illustrare in un colpo solo le tinte disponibili di serie, la Polo Harlequin catalizzò immediatamente gli sguardi degli automobilisti. I diversi pannelli della carrozzeria erano realizzati sulla base di quattro colori differenti: rosso fiammante, giallo ginestra, verde pistacchio e blu profondo. L’idea – in omaggio alla famosa maschera bergamasca – trovò ispirazione da un Maggiolino che nel 1964 fu travestito con una carrozzeria multicolore. Con tutte le caratteristiche di un’utilitaria, la Harlequin era dotata di motori 1.0, 1.4 e 1.6 esclusivamente alimentati a benzina. Tra gli elementi da segnalare vi era il paraurti, lo stesso presente sul modello GT, un volante in pelle blu dotato di airbag e gli indicatori direzionali bianchi. Il modello Harlequin venne prodotto in serie limitata fino al 1999.
Fra le Art Cars BMW una sicuramente “carnevalesca” è la M1 affidata nel 1979 ad Andy Warhol. Pensate che l’esponente della Pop Art applicò qualcosa come 6 kg di colore in 28 minuti con le proprie mani. Veloce, vero? La vettura fu schierata in pista alla 24 Ore di Le Mans del 1979 ed ottenne un bel sesto posto assoluto con Winkelhock/Mignot/Poulain, prima di ricevere un posto d’onore al Museo BMW di Monaco. Ancora più carnevalizio il costume della BMW Art Car del 1990, affidato all’avanguardista spagnolo César Manrique. Il pittore scelse una Serie 7, che rivestì di colori e forme astratte per evocare la natura dell’isola di Lanzarote. Il nero del design rappresentava le pietre laviche dell’isola delle Canarie, il verde la foresta pluviale ed il rosso la vita.
Dall’arte al design è un attimo. Sulla Panda ci hanno fatto e messo un po’ di tutto. In particolare sulle forme della seconda serie del 2004 si “divertirono” il Centro stile Fiat e Stefano Giovannoni, responsabile del design Alessi. Il risultato fu proprio la Panda Alessi con tre accostamenti di bianco con l’arancione, il nero ed il verde. Un effetto speciale sicuramente carnevalizio è l’antenna della radio che si illumina. Fa molto cucina invece la lavagnetta installata all’interno delle alette parasole, su cui annotarsi la lista della spesa.