Anna Magnani, l’addio 50 anni fa 

26 Settembre 2023

anna magnani automobile
Il 26 settembre 1973 ci salutava una delle figure storiche della romanità cinematografica, Anna Magnani, indimenticabile interprete (tra gli altri) di “Roma città aperta” e “Mamma Roma”. Nel 1956 fu la prima attrice italiana della storia a vincere il Premio Oscar come migliore protagonista del film “La rosa tatuata” (di David Mann) con Burt Lancaster.
Una sua pellicola meno nota è “L’automobile”, diretta da Alfredo Giannetti per la Rai nel 1971, che narra le vicende di Anna Mastronardi, una ex prostituta divenuta nel corso degli anni una vera e propria istituzione negli ambienti della Dolce Vita romana, tanto da guadagnarsi il titolo di contessa.
Nonostante l’aura di fama che l’avvolge, Anna si sente sola, malinconica, senza scopi e senza interessi. Per soddisfare il suo desiderio di sentirsi realizzata, la donna decide di comprarsi un’automobile, esattamente una Fiat 850 Spider, sicura che questo possa renderla indipendente e l’aiuti a cambiare il suo status sociale. Prende la patente, si fa dare qualche lezione di guida dall’amico Gigetto (Vittorio Caprioli), sceglie di pagare la vettura in tre rate da 400.000 lire attingendo ai risparmi di una vita, infine stipula una polizza assicurativa completa (anche contro terzi).
In un contesto urbano assuefatto dal consumismo e dal progresso, anche Anna possiede finalmente un’automobile, simbolo di benessere, autonomia, libertà di movimento. Lei, solitaria ma felice zitella, decide di legarsi a qualcosa da eleggere a suo naturale prolungamento, una sorta di muta compagna di viaggio, una proiezione dell’ego allineata alla normalità.
Anna traduce il proprio bisogno di affetto ed accettazione in un legame morboso con la vettura, e lo fa con estrema premurosità: la veglia dal balcone della sua stanza d’hotel nel corso della notte, costringe i parcheggiatori a spingerla senza poterne avere le chiavi e la lava fino a farne risplendere la carrozzeria ancora in pieno rodaggio.
Una domenica sera d’estate decide di guidare da sola fino ad Ostia, dove conosce due uomini. Al ritorno, uno dei due pretende di guidare la sua automobile con la scusa di soffrire la guida altrui: lei accetta a malincuore, ma ben presto si pente della sua scelta…Nonostante le raccomandazioni e l’assoluto divieto di spingere troppo sull’acceleratore, il biondo altezzoso Lou si lancia in una folle corsa superando a destra ed a sinistra, abusando del clacson e dell’abilità al volante.
La Fiat 850 Spider finisce sulla carreggiata parallela scavalcando lo spartitraffico alberato, urta un’altra vettura e finisce sul fianco. Lou ed il barbuto amico restano feriti, mentre la povera Anna riporta una lieve contusione al braccio. Non è tuttavia questo il motivo di maggior dolore: la “macchinetta sua” si trova riversa su un lato, disastrata, silenziosamente sofferente. Nell’Italia dei primissimi anni ’70 l’automobile era ancora uno status symbol ed Anna Magnani è l’interprete ideale per questa figura crepuscolare e malinconica.

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